Siti Multilingua

I siti multilingua sono tutti quei siti web che mostrano i contenuti, sia statici che dinamici, tradotti in più lingue.

Si parla dunque di multilingua mentre la differenza con quelli multiregionale è semplice: i secondi si rivolgono a aree o regioni simili per linguaggio.

Esempio di multilingua: sito inglese che ha pagine tradotte in inglese, francese, tedesco e italiano.

Esempio di multiregionale: sito inglese che ha la stessa versione per il Regno Unito per il Sud Africa e l’Australia.

Esempio di multiregionale e multilingua: sito inglese con versioni specifiche per il Canada inglese e la Nuova Zelanda.

Si tratta dunque di aver bene chiaro quale tipo di soluzione si voglia adottare e per farlo nel migliore dei modi bisogna sempre conoscere il mercato di riferimento al quale vogliamo rivolgerci.

Non esiste una sola soluzione, una tecnologia migliore da scegliere, una procedura sicura da seguire.

Bisogna sempre adattarsi alle richieste cercando di accompagnare l’utente verso la migliore opzione di scelta.

In linea generale un multilingua può essere ricondotto a 4 macro esempi:

  • Dominio di primo livello nazionale (ccTLD)
  • Dominio di primo livello generico (gTLD) + sottodirectory con codice della lingua
  • Dominio di primo livello generico + sottodomini son codice della lingua
  • Dominio di primo livello generico + parametri

Ognuno di questi modelli ha delle tipicità e dei pro e contro. Vediamo quali:

  • il ccTLD (esempio: miosito.it) ha un target geografico molto forte e facilmente impostabile, si possono separare facilmente i vari siti mentre richiede maggior tempo la creazione di tanti contenuti autorevoli e la creazione della struttura per più siti è più complessa.
  • Il gTLD + sottodirectory (esempio: miosito.com/it/) ha come pro una maggior semplicità di implementazione e analisi e un discreto target geografico mentre risulta molto difficile separare i contenuti su più server vista la struttura stessa utilizzata.
  • Il gTLD + sottodomini (esempio: it.miosito.com) ha come vantaggi ha tutti quelli del precedente più un target geografico più forte mentre ha una gestione più complessa e con minori vantaggi rispetto al ccTLD.
  • In ultimo l’utilizzo di parametri (esempio: miosito.com/?lang=it) che ha il solo vantaggio di essere più facilmente implementabile ed econocino ma sconta molte problematiche dovuto dall’uso dei parametri nella url del sito.

Un fattore molto importante, oltre ai segnali di geo-localizzazione e che non siano dovuti al tipo di dominio utilizzato, è rappresentato dall’utilizzo del markup di tipo rel=”alternate” hrefang=”lingua” che ha lo scopo di indicare ai motori di ricerca quale lingua è utilizzata nel sito e nel singolo contenuto e serve nei casi ci siano domini con più versioni di linguaggio.

Serve anche nel caso non si voglia avere problematiche di duplicazioni dei contenuti facendolo ben presente al motore di ricerca.

Questo attributo deve essere inserito all’interno della sezione HEAD del sito in questo modo, per esempio:

<link rel=”alternate” hrefang=”en” href=”htpp://miosito.com/” />

<link rel=”alternate” hrefang=”en-GB” href=”htpp://miosito.co.uk/” />

<link rel=”alternate” hrefang=”en-ZA” href=”htpp://miosito.co.za/” />

<link rel=”alternate” hrefang=”en-NZ” href=”htpp://miosito.co.nz/” />

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